lunedì 16 febbraio 2026

RFI - INCNTRO ASSOCIAZIONE CONSUMATORI











 

Casa Abis e la truffa del finto operatore di banca: ecco come riconoscerla

 

Prosegue la proficua collaborazione con i Casa Abis per aiutare le persone (con un pizzico di ironia) a orientarsi anche nelle situazioni più insidiose, come quando ricevono una telefonata o un messaggio che sembra provenire dalla propria banca… ma in realtà è una truffa.
Nell’ambito di Noi&UniCredit, il programma di partnership fra UniCredit e le Associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale al quale Casa del Consumatore partecipa attivamente dal 2005, abbiamo deciso di fare chiarezza su un fenomeno sempre più diffuso: la truffa del finto operatore di banca, nota anche come truffa autoinflitta.
Questa truffa spesso unisce vishing (truffa telefonica)smishing (truffa via SMS) e per non farsi mancare nulla anche lo spoofing, perché le chiamate e/o i messaggi sembrano provenire dalla propria banca proprio grazie a questa tecnica che consente di fare apparire un numero diverso da quello che effettivamente invia la comunicazione.
Telefonate e messaggi che segnalano presunte operazioni sospetteblocchi urgenti del conto o soldi improvvisamente “a rischio” sono studiati appositamente per creare panico e confusione, spingendo il consumatore ad agire d’impulso. E’ proprio in questi momenti che i truffatori cercano di carpire dati personali, codici di accesso o addirittura di convincere le persone ad effettuare bonifici istantanei, e quindi non revocabili, su conti “sicuri” per mettere al riparo i propri risparmi da inesistenti tentativi di truffa. 
Per aiutare i consumatori a riconoscere questi tentativi di raggiro e non cadere nella trappola, abbiamo realizzato un video semplice, diretto e diciamolo pure divertente, pubblicato sui canali social di Casa Abis e di Casa del Consumatore, che spiega cosa fare quando la “banca” chiama o scrive… ma non è davvero lei.
E voi in chi vi riconoscete? Siete più Stella o Gabriele?

Guardate il video per scoprirlo

L’articolo e il reel dei Casa Abis sono stati realizzati nell’ambito della collaborazione Noi&UniCredit

sabato 14 febbraio 2026

I FACILITATORI DIGITALI TI AIUTANO

                                        

I facilitatori digitali formano assistono i consumatori presso i Punti di facilitazione digitale, fornendo ai cittadini le competenze digitali necessarie con l’obiettivo di limitare il divario digitale.

L’attività del facilitatore è fondamentale, basti pensare che in Italia solo il 46% della popolazione possiede competenze digitali di base a fronte del 54% della media UE.

Casa del Consumatore ha attivato i Punti di facilitazione digitale per insegnare e aiutare i cittadini ad accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione, acquistare online in sicurezza e utilizzare al meglio i social.

Cerca il Punto di facilitazione digitale più vicino a te e chiedi aiuto ai nostri esperti!



Sportello Casa del Consumatore Campania 

c/o Casa del Popolo - via Aurora,9 

Pomigliano d'Arco (Na)

venerdì ore 10-12  (si riceve su appuntamento)

+39 347 6 94 2989

campania@casadelconsumatore.it


Programma di sensibilizzazione, formazione e informazione sulle competenze digitali a vantaggio dei consumatori. Prog. 2025/2026 Regione Lombardia su fondi MIMIT

 


A livello nazionale è stata lanciata la “Strategia per le competenze digitali” che mira a eliminare il dislivello con gli altri Paesi europei, e ad abbattere il divario tra varie aree del nostro territorio nazionale nell’ambito delle competenze digitali dei cittadini, fissando precisi obiettivi da raggiungere entro il 2026, in termini di innalzamento delle competente digitali in generale e diminuzione del divario di genere.

Per promuovere la realizzazione di iniziative volte ad elevare il livello delle competenze digitali dei consumatori, il Ministero ha emanato l’Avviso Pubblico 29 novembre 2022 con cui sono stati disciplinati i criteri e le modalità per la presentazione di un progetto pilota sperimentale (denominato Digitalmentis) da parte di un raggruppamento di Regioni per la realizzazione di attività di sensibilizzazione, informazione, formazione e assistenza relative all’innalzamento delle competenze digitali per i consumatori adulti over 65 con precedenza ai soggetti caratterizzati da particolari fragilità di natura fisica, economica, sociale.

Visto il successo del progetto pilota, il Ministero ha deciso di allargare a tutte le regioni italiane, per l’anno 2025- 2026 tale iniziativa. Con avviso del 29 novembre 2024 rivolto alle Regioni il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito i termini, le modalità e le condizioni per la presentazione da parte delle Regioni di una manifestazione di interesse a realizzare un percorso di sensibilizzazione, formazione e informazione per i cittadini/consumatori adulti e soggetti vulnerabili, nonché per i responsabili e/o operatori degli sportelli della rete regionale dei consumatori che afferiscono al D.M. 31 luglio 2024 art. 7

Nell’ambito del progetto, le Associazioni dei consumatori sono chiamate a realizzare le seguenti linee di azione:

  1. Sensibilizzazione dei cittadini/consumatori adulti e soggetti vulnerabili rispetto l’importanza dell’uso del digitale, in generale ed in particolare nei rapporti di consumo anche mediante l’ideazione, la realizzazione ed erogazione di contenuti formativi.
  2. Formazione specifica dei cittadini/consumatori adulti e soggetti vulnerabili, anche mediante l’erogazione di contenuti formativi, di eventi di formazione.
  3. Formazione specifica dei responsabili ed operatori degli sportelli individuati dalla Regione nell’ambito della rete di cui all’art. 7 del DM. 31 luglio 2024.
  4. Attività di informazione, per diffondere le attività del progetto, le opportunità formative offerte, l’esistenza degli sportelli di assistenza digitale e gli eventi per il pubblico.

La Casa del Consumatore, nello specifico, durante i mesi di progetto (aprile 2025 / maggio 2026), realizzerà:

“Iniziativa Competenze Digitali Lombardia finanziata dal Fondo MIMIT per i consumatori – anno 2024”

Fonte: Casa del Consumatore Nazionale

mercoledì 14 gennaio 2026

Pandoro gate, Chiara Ferragni prosciolta: "E' la fine di un incubo, ringrazio tutti"

 

Chiara Ferragni - Ipa/Fotogramma

L'influencer era imputata, insieme ad altre due persone, per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social. "Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta", le prime parole dell'imprenditrice digitale

Chiara Ferragni - Ipa/Fotogramma
14 gennaio 2026 | 11.30
LETTURA: 4 minuti

Chiara Ferragni è stata prosciolta al termine del processo con rito abbreviato che la vedeva imputata a Milano per truffa aggravata in relazione alle operazioni commerciali 'Pandoro Balocco Pink Christmas' (Natale 2022) e 'Uova di Pasqua Chiara Ferragni - sosteniamo i Bambini delle Fate' (Pasqua 2021 e 2022)'. La sentenza - i pm Eugenio Fusco e Cristian Barilli avevano chiesto un anno e otto mesi - è stata pronunciata dal giudice Ilio Mannucci Pacini che ha dichiarato il “non luogo a procedere per accettazione di remissione di querele”. In sintesi, essendo stato ritirata la querela da parte del Codacons, è caduta l'aggravante rendendo la truffa (semplice) non più procedibile d'ufficio.

Prosciolti anche l’ex braccio destro Fabio Maria Damato(era stata chiesta una condanna a un anno e otto mesi) e il presidente del cda di Cerealitalia, Francesco Cannillo (richiesta di un anno).

"E' la fine di un incubo"

"È finito un incubo, sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta", le prime parole dell'influencer dopo la sentenza. "Siamo tutti commossi, mi sono commossa in aula, è normale, come si può immaginare queste cose toccano tutti quanti nel profondo. Sono passati due anni in cui non ho mai detto niente per rispetto delle istituzioni e per rispetto di questo procedimento. Sono contenta finalmente anche di potermi riappropriare della mia voce" aggiunge l'influencer con gli occhi lucidi che ringrazia i suoi follower "perché mi sono stati vicini e sono quello che sono grazie a loro".

La difesa: "Riconosciuta innocenza"

"Io ho sempre pensato che fosse innocente e questo è stato acclarato in Tribunale", afferma il difensore Giuseppe Iannaccone. "Chiara io l'ho ammirata in questi due anni, perché è stata una cittadina modello, potrebbe essere di esempio a tutti per il rispetto che ha portato prima alla pubblica amministrazione e all'Agcom e poi all'autorità giudiziaria e questo è stato ripagato con la giustizia che è stata data oggi" aggiunge il legale che insieme al collega Marcello Bana ha difeso l'imprenditrice digitale. "Se tutti i cittadini si comportassero come Chiara sarebbe una gran bella cosa, il rispetto che ha portato nei confronti dell'autorità giudiziaria è di esempio a tutti perché in questo Paese la giustizia c'è" conclude Iannaccone.

L'accusa

Al centro del processo, iniziato lo scorso settembre, c'è una truffa "diffusa" - a dire dell’accusa - in cui l'influencer da 28 milioni di follower ha un "ruolo prominente" e per questo non è meritevole di attenuanti. Per i pubblici ministeri, l'imprenditrice avrebbe ingannato i consumatori e avrebbe ottenuto, tramite le due campagne commerciali, un ingiusto profitto di circa 2,2 milioni di euro, oltre che benefici incalcolabili dal ritorno di immagine.

L'operazione 'Balocco', in particolare, avrebbe indotto "in errore un numero imprecisato di acquirenti" convinti che con il proprio acquisto Pink (al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell'ospedale Regina Margherita di Torino. Dall'accordo, invece, le società Ferragni hanno incassato poco più di un milione per pubblicizzare via Instagram l'iniziativa benefica per la quale la società Balocco aveva destinato 50mila euro a favore dell'ospedale, indipendentemente dalle vendite. Un presunto "errore di comunicazione" che si sarebbe verificato anche nel secondo caso contestato.

E' in quel rapporto di fiducia tra l'influencer e il seguace (o follower) che si innesta, per i pm, l'aggravante della minorata difesa in relazione alla truffa. Chi compra, spesso nei negozi della grande distribuzione organizzata, si fida dell'imprenditrice digitale e quella che va in scena è "una truffa contrattuale a carattere diffuso" dove l'acquirente "è diffuso e polverizzato" geograficamente e spesso è anche minorenne visto il seguito social. Un’idea da sempre respinta dall’imputata - assistita dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana -, la quale ha sempre respinto le accuse e tra risarcimenti e beneficenze ha complessivamente versato circa 3,4 milioni di euro. Le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni.

Casa del Consumatore: "Migliaia di esclusi dal risarcimento"

"La Casa del Consumatore ha inteso affrontare questa difficile battaglia nell'interesse esclusivo di centinaia di migliaia di consumatori esclusi da qualsiasi formula di accordo" afferma Aniello Chianese, legale dell'associazione che è rimasta come parte civile nel processo per truffa aggravata che ha visto prosciolta l'imprenditrice digitale. "Purtroppo il mancato riconoscimento dell'aggravante ha determinato il non luogo a procedere per gli imputati, avendo i pochi consumatori in possesso di titoli di acquisto trovato accordo transattivo" conclude l'avvocato. Il reato si è quindi estinto.