sabato 29 febbraio 2020

Agcom ha diffidato Vodafone e altre compagnie telefoniche per le ricariche “speciali” da 5 e 10 euro

l’euro mancante

Lo scorso dicembre Agcom ha diffidato Vodafone e altre compagnie telefoniche per le ricariche “speciali” da 5 e 10 euro che accreditano al cliente 1 euro in meno rispetto a quanto pagato e attivano automaticamente 3 giga di traffico dati.

Questa notizia è stata pubblicata su molti giornali, blog e social e l’addio alle Giga Ricarica sembrava essere davvero vicino, soprattutto perché l’Agcom aveva dato a Vodafone e alle altre compagnie telefoniche 30 giorni di tempo (quindi fino a metà gennaio scorso) per ritornare alla situazione precedente e quindi alle ricariche standard, quelle che accreditavano l’intero importo pagato.

Pensavamo di iniziare l’anno con una buona notizia per i consumatori, ma purtroppo non è stato così! Scopriamo perchè…
Vari consumatori ci hanno purtroppo segnalato che, dopo più di due mesi dalla diffida di Agcom, chi acquista oggi una ricarica Vodafone da 5 o 10 euro presso le tabaccherie si vedrà ancora addebitare l’euro! E quello che continua ad infuriare i consumatori che ricaricano attraverso questo canale di vendita è la scelta obbligata ad acquistare Giga Ricarica, perché, per i tagli da 5 e 10 euro, non sono disponibili ricariche standard.

Come fare per non pagare il costo fisso di 1,00 euro?

L’utente può evitare di pagare l’euro acquistando la ricarica da 5 e 10 euro attraverso altri canali di vendita, quali l’app Vodafone, negozio, home banking.
Invece, il cliente fedele alle tabaccherie dovrà optare per la ricarica standard almeno da 13 euro che accrediterà l’intero importo pagato.

Come fare per farsi rimborsare l’euro?

L’unica strada percorribile per farsi rimborsare l’euro addebitato è contattare il servizio clienti Vodafone al 190 o rivolgersi a Tobi con l’app Vodafone.
In questo caso bisogna chiedere il rimborso dell’euro pagato, ricordando anche la diffida ricevuta da Agcom. Solitamente l’operatore provvede ad accreditare l’euro ed a disattivare i 3 Giga.
Vi informiamo che Casa del Consumatore ha segnalato all’Agcom l’inottemperanza alla diffida. Vi invitiamo a fare altrettanto online sul sito di Agcom, per Vodafone e per la altre compagnie telefoniche che non si fossero ancora adeguate alla decisione di Agcom.
Scriveteci per farci sapere la vostra opinione e per raccontarci la vostra esperienza!

Dispositivi antiabbandono


Predisposto il portale per richiedere il contributo di 30 euro
E' diventata finalmente operativa la piattaforma su cui i consumatori possono accedere per richiedere il bonus di 30 euro quale contributo per l'acqusito dei dispositivi antiabbandono per i seggiolini auto per bambini di età inferiore ai 4 anni.
Basta collegarsi al sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o direttamente al portale www.bonuseggiolino.it.
La piattaforma è attiva sia per gli esercenti presso i quali è possibile utilizzare il buono elettronico per l’acquisto dei dispositivi antiabbandono, i quali possono accreditarsi al fine di essere inseriti in un apposito elenco, consultabile attraverso la stessa applicazione web dedicata, sia per i consumatori che devono acquistare il dispositivo e richiedere quindi il buono spesa elettronico di 30 euro, da utilizzare esclusivamente presso uno dei negozianti registrati sulla piattaforma.
Ma vediamo come funziona.
Per coloro che devono ancora acquistare il dispositivo
Innanzitutto non tutti sanno che per prenotare e scaricare il buono elettronico da 30 euro bisogna avere le credenziali Spid, ovvero il sistema pubblico di identità digitale che permette di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione con un’unica utente-password. Sul portale è possibile accedere direttamente al sito dedicato, https://www.spid.gov.it/richiedi-spid per farne richiesta. Una volta ottenuto il buono, si avrà tempo un mese per spendere la cifra per l’acquisto del dispositivo, oppure sarà necessario fare nuova richiesta. Può essere richiesto un solo buono per minore.
Per coloro che hanno fatto l'acquisto entro il 20 febbraio 2020
Chi ha già fatto l’acquisto presso un qualsiasi negoziante, potrà chiedere il rimborso di 30 euro allegando lo scontrino o la ricevuta fiscale (sui cui deve essere riportata l'indicazione “dispositivo anti-abbandono) e un'autocertificazione sul modello disponibile on line e i dati del bambino (nome, cognome e codice fiscale). In questo caso la richiesta può essere presentata entro 60 giorni dall'attivazione della piattaforma, e l'accredito verrà effettuato direttamente sul conto corrente indicato in fase di presentazione della rcihiesta.
Anche in questo caso per accedere al sistema è necessario essere in possesso delle credenziali SPID.
Ricordiamo che i dispositivi antiabbandono per minori di età inferiore ai 4 anni sono diventati obbligatori per legge dal 7 novembre scorso. Per chi non rispetterà quest’obbligo, dal 6 marzo scatteranno le multe: dagli 83 ai 333 euro (che si riducono a 58 e 100 euro se si paga entro cinque giorni) con sottrazione di 5 punti dalla patente. Se si commettono due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.
Per maggiori informazioni su come richiedere il bonus è possibile consultare il testo del decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, scaricabile al link qui sotto.

fonte: www.casadelconsumatore.it

Ecobonus incentivi per l'acquisto di auto a basse emissioni di CO2.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato il decreto legge Ecobonus al fine di fornire incentivi per l'acquisto di auto a basse emissioni di CO2. Nel 2020 sono state introdotte alcune novità in merito a tale decreto.

“Dal 1 marzo 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato con il decreto legge Ecobonus incentivi per l'acquisto di auto a basse emissioni di CO2.

Tale decreto, non solo è stato confermato per il nuovo anno ma ha subito un incremento dei fondi messi a disposizione. Gli incentivi auto per il 2020 ammontano a 70 milioni di euro, rispetto ai 60 milioni dello scorso anno. Inoltre, il 2020 ha portato numerose novità in tema di rottamazione. Per beneficiare dell'Ecobonus l’autovettura deve rispettare il nuovo limite di 60 g/kg di emissioni di CO2 e il suo prezzo di listino non deve superare i 61.000€ IVA inclusa o i 50.000€ IVA esclusa.
Il bonus previsto varia dai 1.500€ ai 6.000€ in base alla tipologia dell'auto in termini di emissioni di CO2 (dai 0 ai 60 g/kg di CO2) e alla presenza o meno della rottamazione della vecchia auto. Per maggiori informazioni, è possibile trovare un articolo completo sugli Incentivi Auto 2020 qui.”

venerdì 28 febbraio 2020

L'Antitrust dispone la chiusura di sharazon.it e subito compare sharazon.shop con le stesse modalita' di vendita

ShoppingVerify e Casa del Consumatore aiutano ad ottenere il rimborso dei soldi spesi
Con un recentissimo provvedimento d’urgenza l’Autorità Antitrust ha imposto la chiusura del sito sharazon.it ed ecco spuntare il sito sharazon.shop, che presenta le stesse modalità di vendita e lo stesso contenuto di sharazon.it.
Ma come funzionano questi siti Buy and SharePraticamente l’offerta commerciale di sharazon, così come di altri siti analoghi, non consiste nella vendita di prodotti immediatamente disponibili ad un prezzo scontato, ma nel solo ingresso in un “gruppo di acquisto”, in cui la condizione indispensabile per l’ottenimento del bene alle promesse condizioni di favore è l’adesione di altri consumatori.
L’importo versato dai consumatori costituisce quindi solo una “prenotazione” che consente l’inserimento in una lista gestita e organizzata dalla stessa sharazon nella quale gli aderenti alle offerte vengono progressivamente inseriti al fine di “compensare” la prenotazione dei precedenti consumatori e consentirgli di ottenere il bene prescelto al prezzo scontato.
L’Autorità ha ritenuto necessario un intervento di urgenza, non essendo fornite ai consumatori adeguate informazioni sui criteri di funzionamento del processo di acquisto, sulle modalità e tempi di scorrimento della lista di attesa, ai fini della procedura di compensazione, nonché – soprattutto – sull’effettiva possibilità di ottenere la consegna del bene prenotato.
Inoltre, è emerso che i consumatori che hanno effettuato prenotazioni su sharazon, non solo – solitamente – non hanno ricevuto il bene prenotato al prezzo scontato, ma risultano essere stati ostacolati nell’esercizio dei diritti contrattuali ed in particolare nella possibilità di esercitare il recesso e nell’ottenere il rimborso integrale delle somme versate.
Con l’intervento cautelare è stato quindi ordinato a sharazon di sospendere ogni attività diretta all’utilizzo della modalità di vendita subordinata alla successiva adesione di altri consumatori, nonché alla vendita di prodotti presentati come disponibili ma in realtà non pronti per la consegna.
Ricevuta la notifica del provvedimento cautelare, sharazon è stato chiuso e sharazon.shop è stato aperto, continuando la stessa attività di sharazon.
I COMMENTI SU SHOPPINGVERIFY
Appena chiuso sharazon, abbiamo iniziato a ricevere su ShoppingVerify decine di commenti a cinque stelle sul nuovo sito sharazon.shop. Incuriositi dall’inconsueta mole e positività dei commenti, anche grazie ad alcune segnalazioni di consumatori, siamo venuti a conoscenza che il sito promuove le recensioni su ShoppingVerify con un regolamento ben preciso, che qui di seguito riportiamo.
Regole recensione ShoppingVerify
Punti per ogni recensione valida: 10
Numero di recensioni massime al giorno: 3.
Regolamento:
– Verranno conteggiate solo le recensioni con 5 stelle;
– Ogni recensione va fatta da un dispositivo diverso, possibilmente cambiando anche connessione, diversamente con ogni probabilità essa verrà eliminata da ShoppingVerify e noi non potremo conteggiarla;
– Scrivere alla fine della recensione un riferimento (codice d’ordine o nome e cognome) per poter associare la recensione a voi (solo se utilizzate un account con nome e cognome diverso dal vostro);
– Possibilmente distanziare di qualche ora una recensione dall’altra;
– Le recensioni con meno di 20 parole non verranno considerate;
– Il contenuto della recensione deve essere reale e credibile, ShoppingVerify cancella le recensioni che possono sembrare false e noi non potremo poi conteggiarle. Tutte le recensioni verranno controllate prima di assegnare il punteggio, vi chiediamo quindi di rispettare le regole sopra riportate.
Il “regolamento” di sharazon è chiaramente finalizzato ad ottenere, promettendo punti, recensioni falsamente positive, anche duplicate o triplicate. Per questa ragione abbiamo sospeso la pubblicazione di tutti gli entusiastici commenti a cinque stelle sul sito sharazon.shop e abbiamo eliminato il sito sharazon e tutti i suoi commenti da ShoppingVerify.
COSA FARE PER USCIRNE
Come ha rilevato l’Antitrust e come è evidente anche visitando il sito sharazon.shop e provando la procedura di acquisto, le informazioni fornite dal venditore sulla complessa procedura per ottenere la consegna del bene acquistato sono lacunose e non sono trasparenti e comprensibili.
Per questa ragione, tutti i clienti di sharazon e sharazon.shop che vogliono annullare il loro acquisto devono inviare una comunicazione via pec al venditore, esercitando il diritto di recesso (se l’acquisto non risale a più di 14 giorni prima) o chiedendo il rimborso delle somme pagate per inadempimento del venditore agli obblighi informativi che gli gravano per legge.
fonte: www.casadelconsumatore.it

sabato 4 gennaio 2020

VOUCHER PER LA PARTECIPAZIONE A PERCORSI FORMATIVI DESTINATI ALLE DONNE IN ETÀ LAVORATIVA

Obiettivo
Sostenere il rafforzamento e lo sviluppo di nuove competenze professionali in favore di donne in età lavorativa residenti/domiciliate nel territorio della Regione Campania attraverso la sperimentazione di una modalità formativa connotata da caratteristiche tali da consentire la completa gestione, da parte dei potenziali beneficiari, dei tempi e delle modalità di erogazione delle iniziative formative.

Beneficiari
Sono destinatari del Voucher le donne in età lavorativa con o senza strumenti a sostegno del reddito, in possesso dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:
essere residenti/domiciliati nel territorio della Regione Campania (le donne non comunitarie – devono essere in possesso di regolare permesso di soggiorno);
aver compiuto 18 anni di età;
di non aver compiuto 50 anni di età;
essere titolari di reddito da modello ISEE familiare per l’anno 2018 fino a € 50.000,00.

Interventi finanziabili
L’avviso prevede l’assegnazione di un contributo pubblico sotto forma di voucher per il rimborso totale o parziale delle spese di iscrizione ad un corso di formazione professionale personalizzata, al fine di accrescere le competenze professionali e facilitare conseguentemente l’accesso al mondo del lavoro.
Sono finanziati i seguenti percorsi formativi:
1. Corsi di formazione erogati da Agenzie formative accreditate dalla Regione Campania
2. Master di I e II livello, corsi di specializzazione in Italia o in altro paese appartenente all’Unione Europea erogati da:
a) Università e Scuole di alta formazione italiane in possesso del riconoscimento del MIUR;
b) Università pubblica o riconosciuta, Scuola/Istituto di alta formazione, pubblico o riconosciuto da autorità competente di uno Stato comunitario.
Non è ammissibile il finanziamento per la partecipazione ad attività di tipo seminariale/ convegnistico.
Per il medesimo percorso formativo, la fruizione del contributo è incompatibile con altri contributi pubblici erogati dalla Regione Campania e da altre Amministrazioni Pubbliche. Nel periodo di validità dell’avviso, la richiedente potrà beneficiare di un solo contributo a finanziamento di un unico percorso formativo.

Durata dei percorsi formativi
La domanda di voucher può riguardare solo percorsi formativi la cui frequenza abbia inizio almeno dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Non sono riconosciuti voucher per i percorsi, la cui frequenza sia iniziata prima della suddetta data. I corsi, pena la decadenza del voucher, devono essere avviati entro 120 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie e concludersi entro 18 mesi dalla data di avvio

Modalità e termini per la presentazione della domanda
Le istanze di accesso ai benefici dell’Avviso dovranno essere compilate on line, accedendo, previa registrazione, al sito http://bandi.sviluppocampania.it, sottoscritte ed inviate mediante procedura telematica allegando un valido documento di riconoscimento.
La procedura valutativa è a sportello e non è prevista, pertanto, una graduatoria dei soggetti ammessi.
Le domande saranno registrate da Sviluppo Campania, in ordine cronologico, in base alla data di presentazione con l’assegnazione di un numero identificativo unico.
Sono previste 2 finestre di apertura dei termini per la presentazione delle domande, della durata di 30 giorni, salvo esaurimento dei fondi, nel rispetto delle seguenti scadenze:
– Prima finestra: dalle ore 10.00 del 16 dicembre 2019 fino alle ore 14.00 del 13 gennaio 2020;
– Seconda finestra: dalle ore 10.00 del 02 marzo 2020 fino alle ore 14.00 del 03 aprile 2020.
La domanda è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo (euro 16,00). Tale adempimento va assolto secondo quanto specificato nell’art. 11 dell’Avviso

Dotazione finanziaria ed entità del contributo
Le risorse finanziare disponibili per l’intervento di cui al presente avviso, ammontano complessivamente a € 1.644.000,00.
Il sostegno concesso non potrà superare l’importo di € 1.800,00 lordi per i percorsi formativi di cui al punto 1 (corsi eragoati da agenzie formative) e € 3.000,00 lordi per i percorsi formativi di cui al punto 2 (master).
L’importo sarà erogato a rimborso in un’unica soluzione.

Soggetto attuatore
L’attuazione dell’Avviso “Voucher per la partecipazione a percorsi formativi destinati alle donne in età lavorativa” è affidata a Sviluppo Campania S.p.A., società in house della Regione Campania ex decreto DD n. 48 – DG 5 del 28.02.2019 (Direzione Generale per le Politiche Sociali e Socio Sanitarie).

Responsabile del Procedimento
Il Responsabile Unico del Procedimento è la dott.ssa Fortuna Gentile.

Informazioni
Tutte le informazioni possono essere richieste a Sviluppo Campania tramite il seguente indirizzo e-mail: info@sviluppocampania.it.

Asse, Priorità di investimento, OS, R.A., Azione
Asse I del POR Campania FSE 2014 – 2020, Obiettivo Specifico 3, Azione 8.2.2.

La presente è una descrizione sintetica e non esaustiva. Le informazioni complete sono reperibili nell’Avviso qui allegato; gli allegati all’Avviso sono generati nell’area privata della piattaforma http://bandi.sviluppocampania.it.
L’Avviso è stato pubblicato sul BURC n. 68 del 11 Novembre 2019
fonte: Regione Campania
Per ulteriori Informazioni:

Casa del Consumatore Campania
+39 347 6 94 29 89
campania@casadelconsumatore.it





Vodafone e Wind Tre, multe per oltre 10 milioni di euro


Multe da oltre 10 milioni di euro per gli operatori Vodafone e Wind Tre per pratiche commerciali scorrette.
Multe pesantissime per gli operatori Vodafone e Wind Tre da parte dell’Antitrust. Si parla di cifre per oltre 10 milioni di euro comminate dall’autorità garante della concorrenza e del mercato per pratiche commerciali scorrette nella promozione di offerte winback.
Sono state accertate le violazioni del Codice del Consumo che hanno portato a sanzioni per 4,3 milioni di euro a Wind Tre e di 6 milioni di euro a Vodafone.
Multe a Vodafone e Wind Tre, i dettagli delle violazioni
Violando l’art. 22 del Codice del consumo, Vodafone e Wind Tre da giugno del 2018 non hanno fornito informazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte “personalizzate”. Parliamo di winback per la telefonia mobile verso ex clienti che, contattati tramite sms, hanno ricevuto spiegazioni solo del piano tariffario proposto in termini di prezzo e traffico incluso. Nei messaggi, gli operatori hanno omesso ulteriori costi o vincoli per usufruire delle offerte.
Secondo l’Antitrust, questo comportamento avrebbe indotto in errore il consumatore medio riguardo al contenuto della promozione. In altri casi infatti, quest’ultimo non avrebbe accettato la proposta. L’Autorità ha accertato anche che, nella fase di accettazione da parte dei consumatori delle offerte, sono stati pre attivati servizi aggiuntivi senza l’espresso consenso dell’utente che ha visto un ulteriore aggravio dei costi. Con iò si è violato l’art. 65 del Codice del consumo.



  • Testo del provvedimento Wind
  • Testo del provvedimento Vodafone





  • fonte: www.agcm.it